Associazione Progetto Don Bosco Ets (Mantova)

INTERVENTI DI PREVENZIONE DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA

Grazie al contributo abbiamo potuto dilatare la presenza degli educatori in modo da poter aumentare la tipologia di attività da proporre ai ragazzi per andare incontro alle loro attitudini e ai loro bisogni, accompagnandoli nel trovare un equilibrio tra il loro impegno in don Bosco, la loro vita familiare (mediamente complicata e dolorosa) e l’individuazione di una strada precisa per la loro crescita. La forte consapevolezza e maturità che li contraddistingue (derivante dall’essere cresciuti molto velocemente), il loro bisogno di emergere e farsi valere nonostante la famiglia rappresenta una continua lotta interiore che li porta a fare grandi cose ma anche sbagli enormi, tipici dell’adolescenza ma laddove vi sia anche un problema di identità culturale e delle fragiità di vario tipo, la cosa si complica maggiormente.

Per questo abbiamo cercato da un lato di ampliare la Rete di risorse a loro disposizione, avviando rapporti coi servizi di riferimento dove mancavano, instaurando dialoghi con associazioni locali e progetti di inserimento lavorativo, e dall’altro di lavorare più su di loro, sui loro sogni anche provando a farli rielaborare la realtà che vivono e individuando cosa è giusto e cosa è sbagliato. i nostri educatori hanno partecipato a momenti di formazione sulla comunicazione con i giovani, sul gestire i momenti di ascolto e le emozioni, oltre che i momenti di crisi e di allontanamento dei ragazzi dal servizio.

Abbiamo ridotto la residenzialità ad un unico ragazzo perchè non c’erano più le condizioni per continuare ma abbiamo aumentato le competenze intorno al progetto, rinnovando il consiglio direttivo e inserendo persone che per esperienza, titolo e professione, possono portare un grande contributo nel lavoro coi ragazzi, allargando il raggio d’intervendo (anche in materia di regolarizzazione documenti, contratti di lavoro, tirocini ma anche creare contatti con le realtà che accompagnano le famiglie dei ragazzi, come i centri di ascolto).