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Fondazione Scalvi, aiuti più che raddoppiati per 76 parrocchie

Domenica, 27 Dicembre 2020 10:54
Cresce e si rafforza il sostegno della Fondazione Liliana Giordano e Giuseppe Scalvi al territorio bresciano. Nonostante le drammatiche criticità che hanno segnato il 2020, quest’anno la Fondazione, amministrata dalla Congrega della Carità Apostolica e nata nel 2014 per volontà di Liliana Giordano, ha più che raddoppiato gli aiuti offerti alla popolazione ed esteso il suo raggio d’azione: se nel 2019 la beneficenza erogata ammontava a 24.926 euro per un totale di 23 interventi, nell’anno che sta per concludersi sono stati distribuiti 49.400 euro, in favore di 51 beneficiari. Nello specifico, sono state aiutate 24 persone presso il loro domicilio e 27 alunni con disabilità frequentanti la scuola dell’infanzia e primaria.
Inoltre, se nel primo quinquennio la Fondazione ha concentrato la propria attività sulla zona pastorale VIII della Diocesi (parrocchie di Chiari, Castelcovati, Castrezzato, Cizzago, Comezzano, Cossirano, Rudiano, Trenzano e Urago d’Oglio), a partire dal 2020 sono state coinvolte anche le zone pastorali VI (Rovato e Adro, ecc.), VII (Palazzolo sull’Oglio, ecc.), XXV (Travagliato, Ospitaletto, ecc.), IX (Quinzano d’Oglio, Orzinuovi, ecc.), per un totale di 76 parrocchie.
 
Per l’anno 2021 sono previsti impieghi del fondo beneficenza per 50.000 euro, confermando quindi il livello raggiunto nel 2020.
 
Anche di fronte a tali aumentate capacità, rimane immutato l’obiettivo della Fondazione, che ha lo scopo di «di offrire aiuti morali e materiali, assistenza, istruzione e riabilitazione ad handicappati fisici e psichici, minori e adulti, in qualunque modo bisognosi, con preferenza fra quelli residenti nel comune di Chiari e suo territorio». Così come non cambia la modalità di concessione dei contributi: secondo lo statuto, gli interventi sono disposti esclusivamente mediante l’interessamento dei Parroci dei luoghi di residenza. Le richieste possono riguardare singole persone (minori e adulti) con disabilità, mentre non sono presi in considerazione iniziative e/o progetti; i casi segnalati dal parroco sono istruiti dagli uffici della Congrega e vagliati da una Commissione di beneficenza. Fondamentale resta quindi il rapporto con le parrocchie, tramite necessario ed insostituibile voluto dai benefattori per raggiungere le famiglie delle persone con disabilità e nel contempo favorire l’attenzione delle comunità verso chi è più fragile.