fbpx

Una storia di vita e di speranza...

Mercoledì, 17 Giugno 2015 12:46

autismo

Il protagonista di questa storia ha i capelli corvini e uno sguardo intenso. È nato dieci anni fa nel periodo in cui papà e mamma si erano trasferiti all'estero in cerca di fortuna. Se entri nel piccolo appartamento dove risiede con loro e con i due fratelli minori, lo trovi in piedi sul divano con il suo tablet tra le mani che va ripetendo in modo incessante e monotono le ricette culinarie scaricate da internet.

Se lo chiami, per un attimo ti regala la sua attenzione per carpire chi sei e poi si rituffa nel suo mondo. Affetto da disturbo della personalità di tipo schizotipico e dello spettro autistico, vive la sua quotidianità tra casa e scuola. I medici, che lo seguono sotto il profilo clinico e gli operatori che stanno studiando delle strategie educative volte a migliorare le sue capacità relazionali e quindi la qualità della sua vita, descrivono la sua situazione in graduale peggioramento. Egli ultimamente appare ancora più oppositivo e i comportamenti distruttivi si sono rafforzati sia nel contesto scolastico che familiare.

La mamma è una signora dolce, dagli occhi scuri, lucidi di commozione e colmi di profonda stanchezza. Non ce la fa più, non riesce a capire perché quella creatura che ha portato in grembo e gioiosamente accolto, è ora un bambino tanto dolce quanto aggressivo e incontrollabile; non ce la fa più, quando la scuola la chiama al telefono mentre lei è al supermercato, dal medico, a sbrigare le faccende da mamma, per comunicarle che suo figlio ha avuto l’ennesima crisi e gli insegnanti si trovano costretti a chiamare l’ambulanza. Lei prontamente lascia tutto e corre…corre perché sa che il suo bambino starebbe troppo male a salire su quell’ambulanza senza di lei! E lo fa con il pensiero agli altri due figli più piccoli: chi li va a prendere a scuola e all’asilo, chi mette in tavola il pasto?

Il marito è via, in Francia a cercare lavoro; ha una piccola attività di carpenteria, ma qui in Italia ultimamente scarseggiano le commissioni. L’assenza di una stabilità economica fa scivolare l’intera famiglia, già fortemente provata per la fatica delle gestione della malattia del bambino, in una condizione di forte precarietà. L’impossibilità di pagare il canone locatizio porta inevitabilmente ad un avviso di sfratto. La casa inoltre è molto piccola: un soggiorno, un piccolo bagno e una camera da letto. È così che la famiglia si rivolge al Parroco per ricevere un aiuto. Ed è così che la richiesta arriva in Fondazione Folonari, inoltrata con sollecitudine da una suora che, con grande dedizione e amore, si prende a cuore la famiglia e favorisce un incontro tra gli operatori della Fondazione e del servizio sociale, seguito da un interessamento marcato da parte del sindaco e dell’assessore del Comune di residenza. Grazie a questo proficuo lavoro di rete si raggiungono obiettivi importanti: la Fondazione Folonari copre le spese di prima necessità dei minori, la Fondazione Dominique Franchi Onlus sostiene i costi di un progetto finalizzato a studiare delle strategie educative per il figlio maggiore, il Comune di residenza si occupa di monitorare costantemente la situazione familiare con particolare attenzione al rapporto scuola/genitori e gratuità dei servizi educativi/ludici per i bambini. Un assistente sociale infine, assume il compito di seguire l'inserimento del nucleo nella graduatoria Aler, per una casa a prezzi accessibili.

I due genitori sono molto spaventati da quello che stanno vivendo, ma ora sono consapevoli di non essere soli, ci sono molte persone a cui sta a cuore la loro famiglia e in particolare la crescita serena dei loro figli.