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Convegno: Da 100 anni contro l’esclusione sociale delle donne, a che punto siamo?"

Martedì, 01 Ottobre 2019 12:45

Da 100 anni contro l’esclusione sociale delle donne, a che punto siamo?
Pensiamo sia una domanda interessante sulla quale rifletteranno:

Adriana Cavarero, filosofa e docente presso l’Università di Verona
Vulnerabilità e inclusione: risorse di un modello femminile di comunità

Carla Bisleri , sociologa e direttrice del collegio universitario Luigi Lucchini
Dalle frontiere dell’accoglienza alla costruzione di un sistema integrato di servizi: nuove sfide e vecchi ostacoli.

Interviene l’Assessore alla famiglia del Comune di Brescia Marco Fenaroli

Giovedì 3 ottobre 2019 alle 18,30
presso la sala pubblica dell’Istituto Vittoria Razzetti Onlus in via Milano 30 a Brescia. 

 

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Dalle frontiere dell’accoglienza alla costruzione di un sistema integrato di servizi:
nuove sfide e vecchi ostacoli.

Carla Bisleri

Cento anni di storia di interventi a protezione delle donne e dei fanciulli, contro la povertà e la deprivazione sociale, sostenuti da una figura femminile carismatica e lungimirante quale Vittoria Razzetti (1834-1912), sono una grande conquista da custodire, continuare, e rinnovare soprattutto in una città di tradizioni educative e solidali. Si proporrà uno sguardo storico sulle mete raggiunte, insieme ad una riflessione critica sulle incognite del tempo attuale, attraversato da una tendenza individualista che vorrebbe accantonare la ricerca di risposte sociali condivise e responsabili ai bisogni di riconoscimento e di uguaglianza delle donne. L’attesa di emancipazione e la tutela dei loro diritti riguarda tutta la società: non è un’utopia archiviabile.

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Vulnerabilità e inclusione: risorse di un modello femminile di comunità.
Adriana Cavarero

Alcune correnti del pensiero filosofico contemporaneo ci hanno insegnato a guardare all’essere umano dal punto di vista della sua costitutiva vulnerabilità. Ma questa vulnerabilità, nel contesto sociale e simbolico, non si distribuisce alla pari fra i due sessi. Le donne sono notoriamente dei soggetti altamente vulnerabili, perché dominate e ‘ferite’ da un potere maschile su di esse che si immagina come possesso sovrano. Le varie e lodevoli pratiche di soccorso e inclusione, tanto più se gestite da donne, che si sono attivate nel corso della storia antica e recente, hanno la possibilità non solo si rimediare a questa ingiustizia e restituire alla donne ‘ferite’ una vita vivibile, ma anche di inspirare un modello di comunità nella quale la vulnerabilità umana stessa diventa una risorsa per ripensare la relazione e la cura - la presa in carico delle sofferenze altrui - come elementi fondamentali per un’etica altruistica.