Riapre Palazzo d'Arco a Mantova con il contributo della Fondazione Bonoris

Mercoledì, 20 Aprile 2016 10:04

Mantova non è poi così lontana, come non lo sono le storie e le vicende che hanno portato alla nascita della Fondazione d’Arco e della Fondazione Conte Gaetano Bonoris, entrambe volute dai propri fondatori per il perseguimento di  finalità ben precise.

La marchesa Giovanna, ultima discendente dei D’Arco, vedova e senza eredi, dedicò tutta la vita alla propria città e alla cultura. Si spense il 30 settembre 1973, lasciando alla sua Mantova il palazzo di famiglia con tutte le collezioni come nuovo museo per la città e consegnando l’eredità culturale della sua nobile e antica famiglia ad una Fondazione che ne portasse il nome. Il Museo di Palazzo d’Arco fu così aperto al pubblico nel 1980, presentando dipinti, mobili e arredi così come li lasciò la marchesa Giovanna e la Fondazione cominciò ad operare, non solo con la finalità della gestione del palazzo, ma anche con scopi benefici.

Dopo due anni di chiusura, a seguito degli interventi di adeguamento dell'impiantistica per la tutela degli edifici e del loro contenuto, sabato 16 aprile Palazzo d’Arco ha riaperto le sue porte ai visitatori, inaugurando nuove sale e nuovi spazi nell'intento di offrirsi non solo quale museo, ma anche quale polo culturale.

La Fondazione Conte Gaetano Bonoris, nell’ambito di un progetto presentato alla Fondazione Cariplo, ha contribuito con un finanziamento di 14.000€ per l’allestimento del laboratorio didattico che consentirà di offrire un servizio qualificato per le famiglie e per le scuole nell’ambito delle visite guidate al museo. Grazie alle opere di ristrutturazione è dunque possibile coniugare il percorso espositivo delle collezioni della famiglia d'Arco allo studio, alla ricerca, alla didattica e alle attività artistiche e culturali. Nello specifico: l’ambiente è stato arredato con 4 tavoli e 30 sedie per permettere lo svolgimento di attività per circa 30 persone. Si aggiunge inoltre l’allestimento di una parete attrezzata con armadiature e vetrine per contenere i materiali d’uso, attrezzature ed esporre elaborati didattici. Una porzione del laboratorio è stata poi riservata all’esposizione di una selezione di esemplari delle collezioni naturalistiche conservate al piano superiore: l’esposizione tematica, che a rotazione interessa la collezione mineralogica e petrografica, quella ornitologica o quella malacologica e di fossili è finalizzata a migliorare la fruizione, da parte degli alunni delle scuole, del patrimonio custodito e legata al percorso didattico prescelto. A tal scopo sono state acquistate 2 vetrine realizzate su misura.  

Un contributo importante e diretto ai bambini che visiteranno il museo, quegli stessi bambini che la Fondazione Bonoris pone al centro del proprio operato ormai da quasi un secolo.

Per informazioni: http://www.museodarcomantova.it/ 
P
er i percorsi tematici legati ai laboratori didattici leggi qui...

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