L’incontro con i poveri: 1,7 milioni di euro in beneficenza, 1.200 colloqui con persone in difficoltà

Venerdì, 27 Luglio 2018 09:37

Secondo i dati Istat pubblicati a maggio di quest'anno, sarebbero 5 milioni gli italiani in condizione di povertà assoluta ciè non in grado di far fronte a spese essenziali per il mantenimento di livelli di vita «minimamente accettabili». E' un dato allarmante, tanto più se si pensa che questo numero è raddoppiato negli ultimi 10 anni.
[Fonte: Giornale di Brescia, 10 maggio 2018 - p.37]

Addizionando i numeri delle persone aiutate dalla Congrega e dalle fondazioni amministrate nel 2017, si ottiene l’immagine pulita di quanto ha prodotto un anno di lavoro: 487.451 euro erogati con interventi ad personam tra adulti e minori nelle commissioni mensili di beneficenza, 1.057.710 euro ad enti di terzo settore, altri 245.746 investiti nell’ascolto e nell’accompagnamento delle persone. Il numero è un dato scarnificato, scevro di vita. Acquisisce il suo valore se si legge dentro a esso la passione di un operare quotidiano da parte dei Confratelli e dei collaboratori, finalizzato ad un solo desiderio: “Nutrire e curare Gesù vivente nell’umile fratello che soffre”. Un solo fine: favorire un incontro, una vicinanza amorevole al povero.

Proprio in questo incontro, ogni numero si veste di un significato poiché racconta di una vita, di un pezzo di umanità che nella sede del Sodalizio viene a condividere qualcosa di sé. 842 nuclei familiari aiutati (di cui gran parte con presenza di minori), ciascuno con nomi e cognomi, una città natia, un dolore e una gioia da raccontare. Storie di vita, come quella che abbiamo provato a raccontare nelle prossime righe.

Qualcuno rivela solo la propria situazione economica del momento e quindi se ne va con la speranza che venga pagata quella bolletta arretrata o una spesa sanitaria inaspettata; qualcun altro invece sente forte il bisogno che gli venga restituita la dignità, al di là di ogni merito o demerito; altri ancora, consapevoli delle proprie risorse, desiderano essere riconosciuti per quanto di buono hanno fatto e potrebbero fare.

La povertà è sempre incarnata in un essere umano e per questo è molto varia. C’è quella strettamente economica, talvolta temporanea, dettata magari dalla perdita del lavoro o da un fallimento inatteso, da spese straordinarie. Poi c’è quella più nascosta e propria di questo tempo che è “degli spiriti a cui viene misurato il pane della verità e talvolta tolto del tutto, e questi spiriti sono tanto più poveri quanto più non sanno di esserlo” (Jean Guitton).

Valentina ha scelto la vita

“Valentina è la prima delle nostre mamme”: dice orgogliosa la volontaria che la accompagna in Congrega, ma per conoscere questa donna bisogna saltare indietro 15 anni: quando scoprì d’essere gravida.

Era una ragazzina sbandata e non sapeva che fare, aveva responsabilità, una vita che cresceva nel ventre e una paura tremenda: “Dove andrò? Chi penserà al bambino?”. Per questo smise di farsi. Era scappata di casa e conosceva bene la strada, il mondo dell’eroina, le panchine, gli angoli bui, il riparo sotto le fronde degli alberi, l’estasi breve e l’abbandono, il desiderio di affetto e fuga, la vita e la morte.

Era testarda. Lo era anche quando scelse, disarmata, la vita. 9 mesi senza un buco, 9 mesi di tremori e speranze; accettò aiuto, riconobbe con fatica il bisogno, scoprì la fiducia. Questo l’ha salvata. Nella casa di accoglienza ha dovuto abbassare la testa alle regole dello stare insieme, entrare in relazione, accogliere la sfida. La vita ha trionfato e preso il nome di Noè, il piccolo miracolo di Valentina.

Poi la diagnosi: sieropositivi lei e il bambino. Il cuore trema di rabbia disperata. Va in compulsione, in 5 minuti potrebbe avere tra le mani un ago e una dose, sa dove trovarla, basterebbe scendere in strada: “Giusto un attimo per anestetizzare il dolore”.

Ma lì, su una panchina ai piedi del Cidneo, Valentina incontra l’Amore; è devastante, per la prima volta si sente la prediletta, l’amata. Grida contro il Cielo: “Se Tu ci sei, ora devi aiutarmi”. Trova la risposta.

Da 14 anni Valentina è astinente, ogni giorno nella tribolazione cerca di far quadrare l’economia domestica, garantendo a sé e al suo ragazzo una vita semplice e ricca di relazioni positive.

Contatti

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